Il 18 ottobre abbiamo visitato Poliziano con un gruppo di panelist della guida Vitae AIS Toscana: una giornata piena, di quelle in cui senti che il racconto del vino coincide con il paesaggio, con le mani di chi lo fa e con le scelte di stile. Ad accoglierci Federico Carletti, con i figli Francesco e Maria Stella, oggi volto della continuità generazionale: lo si percepisce subito nel modo in cui ti portano tra i filari e poi in cantina, con naturalezza, passando dalla memoria alle decisioni più recenti su vigneti e vinificazioni. (La “staffetta” familiare è ormai ufficiale: Francesco e Maria Stella sono entrati in azienda negli ultimi anni e ne condividono la guida operativa e strategica.)



Vigna: il Prugnolo Gentile in collina, i cru e la geografia del Nobile
Poliziano è un nome chiave per capire Vino Nobile di Montepulciano: qui il Sangiovese/Prugnolo Gentile trova declinazioni diverse a seconda delle esposizioni e dei suoli, con due fuoriclasse che riassumono bene l’identità di casa: Asinone e Le Caggiole. Il Vigneto Asinone (circa 12 ha a 380–400 m s.l.m.) è un anfiteatro naturale esposto a sud-sudovest; è il luogo simbolo, quello che negli anni ha definito il vertice qualitativo di Poliziano. Le Caggiole è l’altro cru: Sangiovese in purezza, affinamento tra 16 e 18 mesi in tonneaux (500/600 L), per un Nobile scolpito sui dettagli. Camminare tra questi appezzamenti, con Federico che indica file e parcelle, aiuta a “leggere” nel bicchiere l’eleganza più ariosa di Le Caggiole e la profondità saporita dell’Asinone.



Cantina: precisione, coerenza, misura
La visita prosegue in cantina: spazi ordinati, vinificazioni in acciaio a temperatura controllata dove serve precisione, e legni usati con misura (barrique/tonneaux per i cru, tini e botti in relazione agli obiettivi stilistici). È un enologicamente “parlare piano”: niente effetti speciali, ma scelte coerenti per esaltare frutto, trama e progressione salina del Sangiovese di collina. (Il profilo tecnico dei cru — dalla fermentazione in acciaio all’elevazione in legno medio-grande — è allineato alle schede ufficiali aziendali.)
La degustazione: dal Rosso al vertice, con due interpretazioni del Nobile
La batteria in assaggio ha seguito la “scala Poliziano”, dal Rosso di Montepulciano al Vino Nobile, per arrivare ai due cru.
- Rosso di Montepulciano DOC – Il biglietto da visita della casa: immediato, succoso, con frutto nitido e beva gastronomica; un rosso che nasce da vigneti selezionati per esprimere freschezza ed equilibrio più che potenza. In bocca è dritto, sostenuto dall’acidità; perfetto per la tavola quotidiana.
- Vino Nobile di Montepulciano DOCG – Il passo in più di definizione: ciliegia e viola, speziatura fine, materia ben distesa e tannino educato. È il calice che racconta la collina senza sovraccarichi, con un finale saporito e pulito. (Profilo coerente con lo stile aziendale descritto nelle note ufficiali.)
- Vino Nobile di Montepulciano DOCG “Le Caggiole” – Precisione e trasparenza: naso più “arioso” su ciliegia croccante, erbe e sottile speziatura; al palato è teso, profilato, con tannino finissimo e grande allungo. L’elevazione in tonneaux firma il dettaglio senza coprire, e la purezza del Sangiovese 100% emerge netta.
- Vino Nobile di Montepulciano DOCG “Asinone” – Il vertice: ampiezza, profondità e una progressione che resta a lungo. Frutto scuro, cenni balsamici e grafite, tessitura fitta ma setosa; un Nobile “di paesaggio” che unisce potenza ed eleganza, con una scia minerale precisa. Il carattere del vigneto — esposizione e altimetria — si avverte nel passo del vino.



Dialoghi in vigna: cosa ci siamo portati a casa
Tre idee forti, raccolte tra filari e tini:
- Territorio prima di tutto. La scelta di legni e tempi d’elevazione è “a misura” del Sangiovese di Montepulciano: il legno accompagna, non guida.
- Cru come chiavi di lettura. Asinone e Le Caggiole non sono “etichettoni”, ma strumenti per capire suolo ed esposizione nella declinazione del Prugnolo Gentile.
- Continuità familiare. Il passaggio di testimone con Francesco e Maria Stella è concreto e già visibile nelle scelte operative.
Perché metterla in agenda
Perché Poliziano unisce rigore tecnico, chiarezza stilistica e vocazione territoriale. La visita con i panelist di Vitae AIS Toscana ci ha restituito un’immagine nitida del Nobile di Montepulciano: dal Rosso quotidiano ai due cru, il filo resta lo stesso—trasparenza del frutto, equilibrio, allungo—con la consapevolezza di una famiglia che guarda avanti senza perdere la misura.