La scorsa settimana ho avuto l’occasione di visitare il Dominio di Bagnoli, una delle realtà vitivinicole più affascinanti e storiche del Veneto, situata a Bagnoli di Sopra, nel cuore della DOCG Friularo di Bagnoli. Una visita che è stata un vero e proprio viaggio nel tempo, tra architettura nobiliare, viticoltura tradizionale e moderne interpretazioni enologiche.
L’accoglienza e la guida dell’enologo
Ad accompagnarci lungo il percorso è stato il giovanissimo enologo Gianluca Poretto, che con passione e competenza ci ha introdotti alla filosofia produttiva della tenuta. La sua preparazione tecnica, unita a un approccio divulgativo e chiaro, ha reso la visita un momento non solo piacevole, ma anche di approfondimento culturale ed enologico.
La cantina e la bottaia
Il tour è iniziato tra gli ambienti produttivi: la cantina di vinificazione, dove tecnologia e tradizione convivono, e la bottaia, cuore silenzioso della maturazione dei vini. Qui, tra botti grandi e barrique, si respira il tempo lento dell’affinamento, fondamentale per vini dal carattere forte come il Friularo.
Il Friularo è, infatti, il protagonista assoluto della denominazione: un biotipo del Raboso Piave che si distingue per acidità spiccata e tannini importanti, qualità che ne garantiscono longevità e complessità evolutiva.



I granai e Villa Widmann
La visita ha assunto una dimensione quasi teatrale quando siamo entrati negli antichi granai, vastissimi, con soffitti imponenti e un fascino senza tempo. Questi spazi, un tempo destinati alla conservazione delle derrate agricole, oggi testimoniano la grandezza storica del Dominio di Bagnoli, legato indissolubilmente alla splendida Villa Widmann, che ancora oggi è residenza padronale della tenuta.
L’atmosfera che si respira è quella di una continuità storica: un luogo dove la nobiltà veneziana ha lasciato tracce profonde e dove la viticoltura ha accompagnato la vita del territorio nei secoli.


Tra i filari: le forme di allevamento tradizionali
Uno dei momenti più suggestivi è stato quello in vigna, dove abbiamo potuto osservare da vicino alcune antiche forme di allevamento della vite che qui vengono ancora preservate:
- Il festone, con i tralci arcuati e disposti a creare una sorta di pergola leggera.
- La vite maritata, in cui la pianta si arrampica lungo un tutore vivo, spesso un albero, ricordando l’antica promiscuità agricola.
- Il cassone padovano, una forma storica tipica della zona, che testimonia le tecniche viticole della tradizione contadina.



Queste forme, oggi quasi scomparse dall’agricoltura moderna, sono mantenute a Bagnoli come preziosa memoria della cultura rurale locale.
La degustazione
La visita si è conclusa con una ricca degustazione dei vini della cantina, che ha offerto un ampio panorama della produzione. Il focus resta sempre il Friularo, sia nelle versioni più tradizionali, che vinificto in bianco e spumantizzato, raccolto in vendemmia tardiva, o in assemblaggio con gli internazionali merlot e cabernet sauvignon.
