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Cà Lojera: la “tana del lupo” che ha cambiato il racconto del Lugana

Tra le vigne bianche di Rovizza di Sirmione, a pochi passi dal Garda, Cà Lojera è il progetto di Ambra e Franco Tiraboschi, partito nel 1992 da una scelta controcorrente: vinificare in proprio la Turbiana quando “non se la filava nessuno”. Oggi l’azienda è un riferimento del Lugana per purezza espressiva e capacità d’invecchiamento. I numeri sono essenziali: 18 ettari di Turbiana (più 2 ettari su colline moreniche per Chardonnay, Merlot e Cabernet) radicati nelle argille bianche che furono il fondo del lago.

Terroir: argille di lago, venti e finezza

Il suolo argilloso-calcareo d’origine lacustre dona densità salina e una scia “gessosa” che firma i vini; le brezze gardesane asciugano e mantengono nitido il profilo aromatico. Qui la Turbiana trova il suo registro più classico: naso di fiori bianchi e agrumi, bocca tesa, finale mandorlato, tenuta nel tempo superiore alla media della denominazione. (Il tema dell’“elegante potenziale d’invecchiamento” è sottolineato dalla stessa azienda.)

Stile di cantina

Cà Lojera lavora la Turbiana in acciaio con grande attenzione alle fecce fini per ottenere struttura senza maquillage: vini puliti, lineari, dalla progressione salina ben riconoscibile. La coerenza stilistica si ritrova in tutta la gamma, dagli spumanti al cru riserva.

I vini

Lugana DOC (annata)

La fotografia più diretta del luogo: Turbiana in purezza, vinificazione in acciaio, profumi nitidi di fiori e agrumi, bocca tesa e saporita, chiusura sulla mandorla. Un bianco “da tavola” che regge bene 2–5 anni di evoluzione.

Lugana DOC “Riserva del Lupo”

La selezione simbolo della casa: affinamento lungo in acciaio e sosta in bottiglia in cantina ipogea a temperatura costante (sotto il livello del lago). Profilo più profondo: frutto maturo, erbe, cenni fumé, grande salinità e allungo. Riconoscimenti internazionali ne hanno ribadito il potenziale d’invecchiamento.

Tur Blanc – Metodo Classico dosaggio zero

Interpretazione secca e verticale della Turbiana spumante: metodo classico, naso tra frutta gialla, miele e nocciola, sorso teso con mousse fine e finale salino. Versatile a tavola, dall’aperitivo ai piatti di lago e alle fritture leggere. L’azienda coltiva anche piccole parcelle di uve rosse e Chardonnay sulle colline moreniche circostanti, impiegate in etichette di territorio.

Firma sensoriale

  • Vista: paglierino luminoso con riflessi verdolini.
  • Olfatto: fiori bianchi, agrumi, erbe fini; con l’evoluzione, frutta secca, cera leggera, accenni minerali.
  • Gusto: freschezza lineare, sapidità diffusa, centro bocca misurato e chiusura mandorlata.
  • Evoluzione: sulla Riserva compaiono toni di erbe secche, note affumicate e una profilo minerale più incisivo, senza perdere nerbo.

Perché metterla in agenda

Se vuoi capire perché il Lugana non è solo un bianco “di riva”, Cà Lojera è una tappa chiave: Turbiana in purezza, acciaio ben gestito, salinità e longevità come bandiere. La Riserva del Lupo è una delle bottiglie più didattiche per misurare il tempo sul Garda; il Tur Blanc mostra quanto la Turbiana sappia brillare anche in versione metodo classico.

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