Un borgo che profuma di vino
Sansepolcro, ultima domenica di ottobre. Il B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane – ha trasformato il Borgo Palace Hotel in una piccola cittadella del gusto. La giornata scorre fra saluti, calici lucidi e quell’andirivieni di appassionati che rende subito l’aria elettrica. Non è solo una rassegna: è un racconto collettivo del vino italiano contemporaneo, con i suoi territori, le sue scelte stilistiche, le sue ambizioni. Si percepisce una regia attenta, che mette a proprio agio sia chi arriva con taccuino e termometro da sommelier, sia chi vuole semplicemente scoprire un bianco nuovo, un rosso sorprendente, un metodo classico che resti in memoria.
Il ritmo del Grand Tasting
Entro e decido di ascoltare il salone prima ancora di assaggiare. I banchi sono ben distribuiti, i passaggi fluidi; si può scegliere se procedere per territori o lasciarsi guidare da curiosità improvvise. Io opto per un percorso “a onde”: un paio di bianchi tesi e verticali per scaldare il palato, poi qualche rosso di personalità, quindi di nuovo un sorso fresco a rimettere tutto in equilibrio.
È il genere di tasting che ti permette di confrontare stili senza fatica: macerazioni leggere su vitigni autoctoni, rossi dal legno appena accennato accanto a interpretazioni più classiche, bollicine dall’impronta gastronomica che invitano al bis. L’atmosfera è vivace ma mai caotica; i produttori hanno tempo per spiegare, e i calici per raccontare.
“Il bello del B.E.V.I. è la leggibilità del percorso: puoi seguire un filo logico o perderti felicemente tra scoperte.”
La cigar lounge di Compagnia Toscana Sigari
Fra le cose più interessanti della giornata, la cigar lounge curata da Compagnia Toscana Sigari (CTS). Sansepolcro è casa loro, e questo dettaglio – la filiera che resta in Toscana, il Kentucky lavorato con pazienza artigiana – dà allo spazio un valore che va oltre la semplice “area relax”. È un’appendice sensoriale coerente con il territorio: qui il fumo non interrompe il vino, lo mette alla prova. Soprattutto quando gli abbinamenti sono pensati con misura.
Gli abbinamenti provati
- Nudo di Palerna × Mastro Tornabuoni Gradisca
Un blanc de noir da pinot nero millesimato 2022 prodotto da La Palerna, azienda del territorio ubicata a San Giustino, in abbinamento con ,uno short filler della Valtiberina a fermentazione controllata di almeno 12 mesi. L’acidità affilata e la carbonica cremosa “detergono” il palato dopo ogni tirata. Le note di lievito e panificazione (autolisi) dialogano con la peculiare nuance affumicata di questo tabacco senza sovrastarlo: effetto dinamico e scattante, ideale per mantenere nitidezza e ritmo, perfetto per la tarda mattina. - Castel Zola V edizione × Mastro Tornabuoni Rinascimento
Un vino di uve stramature da uve di albana e pignoletto, prodotto in bottiglie numerate da Lodi Corazza a Ponte Ronca di Zola Predosa, in abbinamento con un long filler a doppia fascia della Valtiberina, con stagionatura regolare di almeno dodici mesi. Più contemplativo e avvolgente il vino: frutta disidratata ed erbe si intrecciano con l’amaro austero e nobile del Kentucky. Una leggera impronta ossidativa controllata e la trama fenolica dell’Albana “cuciono” l’abbinamento, perfetto da chiusura di giornata e conversazione lunga., Piacevole in corso d’abbinamento qualche assaggio di napolitains Cioccolato Amedei, in tre declinazioni.
Tip tecnico: con i Kentucky funzionano puff lenti e combustione regolare. Servire le bollicine a 8–10 °C; l’Albana qualche grado più caldo per valorizzare profumi e tessitura.
Luca Gardini, la mano del curatore (e lo sguardo al 2026)
Nel salone si percepisce la “firma” di Luca Gardini: selezione ampia ma leggibile, equilibrio fra icone e nuove voci, e un’idea di racconto che mette il territorio al centro. Non è un caso che la domenica abbia portato 101 cantine e un flusso di pubblico da “sold out”: numeri che parlano di una macchina organizzativa rodata e di una proposta credibile.
Nel bilancio di fine weekend Gardini ha sottolineato come Sansepolcro abbia messo in vetrina le eccellenze italiane e, al tempo stesso, abbia “viaggiato” attraverso i territori ospitati: uno scambio reciproco che dà senso al progetto. Lo sguardo è già rivolto alla prossima edizione, naturale ritorno nell’ultima settimana di ottobre 2026, con l’obiettivo dichiarato di crescere mantenendo centralità didattica e qualità dell’esperienza.
Le parole (e la visione) di AIS Toscana
Durante la giornata emerge anche il ruolo formativo dell’evento. Cristiano Cini, presidente di AIS Toscana, ha richiamato l’idea di un vino “pop”: accessibile senza perdere serietà tecnica, capace di unire addetti ai lavori e neofiti. Ha inoltre riconosciuto alla Valtiberina una vocazione sempre più interessante, specie sul fronte dei bianchi di carattere, favorita da microclimi in evoluzione che aprono scenari da seguire con attenzione.
Perché questa domenica resta
Esco con la sensazione di aver vissuto un festival che mette al centro le cose giuste: qualità diffusa, tempi umani, racconto dei territori senza sovrastrutture. La cigar lounge CTS ha dato profondità all’esperienza, ricordando che il vino è dialogo continuo con ciò che lo circonda – cibo, cultura materiale, artigianato locale. Il B.E.V.I. non è solo un’agenda di assaggi: è un invito a tornare, a riascoltare, a rimettere in discussione preferenze e abitudini. A far parlare i calici, insomma, ma con quella pacata ostinazione toscana che qui a Sansepolcro è di casa.
Se sei passato anche tu dal B.E.V.I., raccontami nei commenti i tuoi assaggi preferiti e con quali vini abbineresti un Kentucky.