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Ferruccio Sgubin: Collio di frontiera tra Ponca, ospitalità e vini identitari

Tra le pieghe di Mernico, minuscola frazione di Dolegna del Collio, la collina guarda la Slovenia e respira il mare. Qui, nel 1960, Ferruccio Sgubin “sposa” la sua vigna e avvia l’azienda di famiglia, oggi guidata dai figli e dai nipoti. Il cuore è la Ponca – marna e arenaria d’era eocenica – che regala vini tesi, eleganti e salini. Ci ha accompaggnato nella visita e nella degustazione Marco Sgubin, appartenente all’ultima generazione della famiglia.

Persone, luogo, visione

La storia è schietta: pochi ettari, lavoro contadino e fedeltà al Collio. La Ponca, con i suoi strati friabili di marna alternati ad arenaria, limita la vigoria e concentra i grappoli; il clima è mite per l’effetto combinato di Prealpi e Adriatico. È il contesto che spiega la finezza dei bianchi e l’impronta minerale della gamma.

Sostenibilità concreta

Dal millésimo 2023 tutti i vini Ferruccio Sgubin (incluse le linee Petruss e Mirnik) sono certificati biologici. In cantina e campagna spiccano la caldaia a biomassa alimentata coi sarmenti e l’uso dell’Indice Bigot per misurare il potenziale dei vigneti (nove parametri viticoli per riportare la vite al centro delle scelte).

Linee e vini (punti fermi della degustazione)

  • Linea classica: Ribolla Gialla, Friulano, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Sauvignon; rossi di territorio con Merlot e Cabernet Franc. Profili netti, in acciaio, centrati su freschezza e scorrevolezza.
  • Petruss (riserve): selezioni di Friulano, Ribolla Gialla e Sauvignon dalla collina omonima; verticalità, stratificazione aromatica, capacità d’evoluzione. (Il Friulano Petruss 2021 è tra i vini segnalati in homepage.)
  • Mirnik: etichetta “di confine” del Collio; in evidenza il Collio Mirnik Bianco 2020, premiato con i Tre Bicchieri 2023.
  • Schioppettino: un unicum nell’areale a cavallo tra Dolegna e Prepotto, speziatura di pepe nero e frutto rosso, trama tannica fine; l’annata 2019 viene descritta dall’azienda come più “snella” ma profonda.

Un passo fuori vigna: il Sentiero del Montebello

Dalla cantina parte un percorso nel bosco alle spalle di Mernico: 20 minuti fino alla terrazza sotto la vecchia quercia, con vista sulla Valle dello Judrio. È un tassello di memoria contadina che completa l’esperienza.

Perché metterla in agenda

Perché racconta il Collio di confine con autenticità: bianchi cristallini, una linea di riserve da seguire nelle verticali, uno Schioppettino territoriale, ospitalità completa (tasting + cucina di famiglia + guesthouse) e una svolta bio non di facciata.

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